• Il nostro presidente

  • Siamo In Diversi

  • Mensa

  • Ciclo-officina

  • Falegnameria

  • Internet Point

  • Scuola di Cucito

  • Guardaroba

Copyright 2019 - Caritas Diocesana - Via G. La Pira, 9 - 57121 Livorno - Tel. 0586-884693 - P.IVA. 92089340498

NON POSSIAMO RIMANERE IN SILENZIO

Anche noi, come il Papa, abbiamo un dolore nel cuore. Troppe persone sono morte in questi anni nel tentativo di raggiungere il nostro Paese dalle coste dell’Africa settentrionale. Uomini, donne e bambini indeboliti dal freddo, dalla fame e dalle violenze subite nel corso di settimane e a volte mesi di prigionia, resi audaci dalla disperazione, ingannati da persone senza scrupoli e, infine, abbandonati a morire in mare, annegati.

Come cristiani, di fronte a tutto questo, non possiamo rimanere in silenzio. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla perdita di vite umane che potevano e dovevano essere salvate.

Noi, che, al pari di tante altre persone, siamo impegnati direttamente in progetti di accoglienza e di integrazione, sappiamo che le difficoltà esistono e non intendiamo negarle, ma proprio per questo non possiamo accettare di vederle strumentalizzate per ragioni di consenso.

Le difficoltà esistono, ma non possono in alcun modo giustificare atteggiamenti di indifferenza nei confronti di altri esseri umani, nostri fratelli e nostre sorelle.

Devono essere affrontate con intelligenza e responsabilità, come sfide sul cammino della cultura dell’incontro, del dialogo e della pace.

Chi invece esibisce atteggiamenti di indifferenza rispetto al dolore, alla vita e alla morte degli altri insinua nella comunità il seme della più profonda insicurezza: l’insicurezza che nasce dalla paura di non poter più contare sugli altri, sulla loro umana comprensione e sollecitudine, sulla loro capacità di mettersi nei nostri panni, per quanto esotici in un certo momento possano sembrare.

Se davvero vogliamo comunità più sicure, allora dobbiamo impegnarci per costruirne di più coese e solidali.

Il Vangelo di Matteo ci ricorda, nel capitolo 25, che questa capacità di accoglienza della vita dei nostri fratelli è il vero banco di prova della nostra fede.

Come cristiani ci sentiamo quindi chiamati a questa scelta fondamentale per la fraternità. Una scelta che viene prima di qualunque opzione o appartenenza politica. Una scelta figlia di un senso di responsabilità verso gli altri che ci deriva dal sentirci moralmente e spiritualmente coinvolti nella loro vita.

suor Raffaella e gli operatori della Caritas di Livorno

f t g m