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Copyright 2018 - Caritas Diocesana - Via delle Cataratte, 13, 57122 Livorno, Tel. 0586-884693 - P.IVA. 92089340498

Videogallery

Di seguito potrai trovare dei contributi video anche amatoriali che abbiamo selezionato tra quelli realizzati da Caritas Livorno e da altri soggetti esterni che hanno attinenza con le tematiche del volontariato e Carità! 

L'intervista di Antonello Riccelli a Suor Raffaella andata in onda su Granducato TV i primi di marzo 2018.

Oltre 100 famiglie sostenute e accompagnate nel difficile cammino di ritorno alla normalità dopo i tragici fatti del 10 settembre scorso.

 

 

Grazie alla generosità di tante persone, la Caritas è riuscita a sostenere 98 famiglie tra quelle colpite dall'alluvione, provvedendo alle spese per il risanamento e il ripristino delle abitazioni, la riparazione degli impianti, l'acquisto di elettrodomestici e arredi.

Il progetto #ripartiLivorno, elaborato all'indomani della tragedia, entra adesso nella terza fase, che sarà dedicata ad accompagnare le famiglie più fragili per evitare che l'alluvione diventi per loro l'innesco di nuovi percorsi di povertà, alla costruzione e valorizzazione di luoghi di comunità nelle aree più colpite e a una campagna di sensibilizzazione sulla cura del prossimo e del creato che avrà nelle giovani generazioni e nei bambini i suoi principali destinatari.

Il video: Alluvione a Livorno

 

 

La Fondazione Caritas Livorno onlus, da sempre impegnata sul fronte della lotta alle povertà ed alle fragilità, tra i numerosi servizi e interventi, sta portando avanti anche il progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), che offre accoglienza in quattro piccoli gruppi appartamento a 16 uomini e 5 donne, provenienti da zone di guerra o in fuga da persecuzione.

L'accoglienza dura circa un anno, periodo nel quale si cerca di offrire ai destinatari gli strumenti per una fattiva integrazione nel territorio, partendo dall'apprendimento della lingua italiana, passando per la tutela sanitaria e giuridica, fino alla formazione professionale, l'inserimento sociale ed abitativo e tutti gli altri aspetti necessari per favorire l’integrazione dei beneficiari nel tessuto socio-lavorativo cittadino.

Peace, Harbert, Irfan, Hassan e Hafiz, sono 5 giovani immigrati che, dopo esser stati accolti dalla Fondazione Caritas Livorno onlus, sono in grado di guardare al loro futuro con uno sguardo di vera speranza. I 5 giovani (4 uomini e 1 donna) provengono da nazionalità diverse tra loro: Nigeria, Pakistan e Bangladesh e dal novembre 2014 sono stati accolti all'interno del progetto SPRAR di Livorno, per cui il Comune è l'ente gestore e la Caritas Livorno l'ente attuatore.

Arrivati in Italia per sfuggire a persecuzioni o alle difficili condizioni di vita in cui si trovavano nel proprio Paese d'origine, il primo impatto non è stato semplice, né per loro nell'incontrare una nuova lingua e una nuova cultura, né per il progetto che li ha accolti, dove non si riusciva inizialmente a trovare una adeguata “chiave d’intervento”. Poco a poco, i ragazzi hanno iniziato a conoscere altri ragazzi italiani e immigrati, la nostra città, le peculiarità nei diversi modi di vivere, riuscendo a convivere in casa con altri richiedenti asilo di nazionalità e lingue diverse.

Frequentando i corsi d’italiano organizzati dalla Caritas Livorno tramite i volontari (spesso ex insegnanti) che hanno dato la loro fondamentale disponibilità, hanno studiato ed imparato la lingua italiana, un po’ di educazione civica e gli intenti del progetto di accoglienza. Per non passare le giornate in casa attendendo la risposta alla loro richiesta di asilo politico, si sono impegnati come volontari presso la Caritas, aiutando specialmente nei servizi di distribuzioni di alimenti ad enti e parrocchie cittadine, incontrando così anche ragazzi e adulti italiani, con cui condividere la propria esperienza di richiedenti asilo, progredendo nel loro percorso di integrazione in Italia. Alcuni di loro hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale, mentre altri sono ancora in attesa del giudizio del tribunale, che solitamente arriva anche dopo 2 o 3 anni.

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