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Carcere

  • foto di Simone Lanari

     

    È stata inaugurata nel pomeriggio di martedì 20 marzo Casa Incontro, la struttura della Caritas di Livorno che offre accoglienza ai detenuti e alle loro famiglie in occasione dei permessi e nei giorni di colloquio. Attiva dal 1995 grazie alla collaborazione con la Congregazione delle Figlie del Crocifisso, proprietarie dell’immobile, la casa è stata sottoposta nella seconda metà del 2017 a importanti lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione. A farsi carico delle opere (per un costo complessivo di 90.000 €) è stata la Fondazione Caritas Livorno, che ha ricevuto un generoso contributo di 10.000 € da parte della onlus Olimpiadi del Cuore di Paolo Brosio, che ieri ha voluto essere presente all’iniziativa.


    A presiedere la cerimonia di riapertura- a cui hanno partecipato anche i cappellani del carcere di Gorgona, Livorno e Pisa- delle porte sono stati il Vescovo Simone, la presidente di Caritas suor Raffaella Spiezio e suor Agnese Didu(nella foto al momento del taglio del nastro), madre generale delle Figlie del Crocifisso.


    Molte le istituzioni presenti all’iniziativa tra cui la prefetta Anna Maria Manzone, il questore Orazio D’Anna, l’assessora regionale Cristina Grieco, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, il garante comunale dei detenuti Giovanni De Peppo, i rappresentanti dell'UEPE e della casa circondariale di Livorno.


    Nel corso della celebrazione eucaristica delle 17.30 presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo Simone ha ricordato l’importanza di “continuare a tessere un’ampia rete di solidarietà, capace di accogliere anche coloro che si sono smarriti e hanno profondamente sbagliato”. Ha quindi ricordato l’episodio, in occasione dei Giubileo dei carcerati, della cresima di un detenuto pluriomicida che, nel corso della sua lunga detenzione, ha incontrato la fede e vissuto una profonda conversione: “Ho riferito questo episodio al Santo Padre. Lui mi ha preso per mano e mi ha detto: ricordati che sarà questo Disma ad aprirti un giorno le porte del Paradiso”.


    Suor Raffaella, intervenuta alla fine della messa, ha ricordato come la vocazione di Casa Incontro vada colta nella cornice dell’impegno della Caritas per la promozione di cammini di riconciliazione e speranza per le persone detenutee i loro cari: “Casa Incontro vuole offrire l’opportunità di mantenere e, nei limiti del possibile, coltivare i rapporti affettivi e familiari ai detenuti meno abbienti e a quelli che stanno scontando la pena lontano da casa. La maggior parte delle persone ristrette nella sezione di alta sicurezza del carcere di Livorno proviene da famiglie povere delle regioni meridionali. In occasione dei colloqui o dei permessi i parenti devono affrontare lunghi e costosi viaggi. A questi vanno ad aggiungersi le spese per l’affitto di camere di albergo dove incontrarsi o dove semplicemente pernottare in attesa del colloquio. Noi vogliamo andare incontro a queste persone, offrendo un appoggio sul territorio e un luogo dignitoso in cui i detenuti possano riunire la famiglia. La condanna al carcere troppo spesso comporta, per molte famiglie, una drastica rottura dei legami affettivi. La continuità degli affetti e delle relazioni è invece un elemento chiave in vista del successo di un rientro in società che è l’obiettivo della pena in Italia”. Nel suo intervento, suor Raffaella ha ringraziato più volte Paolo Brosio per il suo contributo e ha sottolineato come Caritas abbia, per il resto, fatto fronte alla maggior parte delle spese con risorse proprie: “Questa è un’opera fortemente voluta”.


    Le ha fatto seguito suor Agnese: “Quest’opera nasce nel 1995 per volontà del Vescovo Ablondi e della nostra Congregazione. Il nostro fondatore, Don Quilici, aveva un sogno: dare casa, fare casa. Fare casa con gli orfani, con le prostitute, con i giovani di strada. Fece casa anche all’interno del bagno penale della Fortezza Vecchia. Fare casa non è, però, solo questione di muri, ma anche di cuore ed è per averci messo il cuore che vogliamo ringraziare la Caritas”.


    A messa conclusa, si è svolta la cerimonia di taglio del nastro in via della Maddalena 8, sede della struttura. Casa Incontro, nella sua nuova veste, è stata intitolata a Don Giovanni Battista Quilici, fondatore della Congregazione delle Figlie della Crocifisso che, entrato come “istruttore gratuito” nella colonia penale di Livorno nel 1882, si fece promotore di alcune importanti riforme in senso umano dell’esecuzione penale che furono poi adottate da varie carceri del Granducato di Toscana.


    “Anche in Casa Incontro- ha detto suor Raffaella presentando i nuovi locali- abbiamo voluto imprimere il timbro della bellezza oltre che della professionalità. Nel progettare e realizzare i nuovi locali abbiamo cercato di offrire alle persone che vi saranno accolte un riflesso della loro dignità”.

     

     

  • Sarà inaugurata domani, martedì 20 marzo alle 17.30, Casa Incontro "Don Quilici", l'appartamento di via della Maddalena 8 che offre ai detenuti in permesso un luogo accogliente e dignitoso per riunire la famiglia. La cerimonia avrà inizio con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo e proseguirà con la benedizione dei nuovi locali

    Nata dalla collaborazione con la Congregazione delle Figlie del Crocifisso, proprietarie dell'immobile, Casa Incontro ha accolto negli ultimi tre anni oltre 100 persone prima di essere chiusa nella seconda metà del 2017 per essere sottoposta a importanti lavori di restauro e rifunzionalizzazione. 

    Il progetto che la anima ha come obiettivo quello di sostenere il diritto all'affettività delle persone detenute, con particolare attenzione a quelle meno abbienti che stanno scontando la pena lontano dal luogo di residenza.

    Il carcere, per molte famiglie, significa una brusca interruzione della vita affettiva. Questo avviene in particolare per coloro che  provengono da  regioni come la Sicilia, la Campania, la Puglia, la Sardegna o la Calabria e che affollano la sezione di alta sicurezza della casa circondariale "Le Sughere". In occasione dei colloqui o dei permessi, i loro parenti devono affrontare lunghi viaggi e spese importanti a cui, in molti casi, vanno ad aggiungersi i costi per l'affitto di una stanza di albergo. Questa situazione, di fatto, spesso ostacola i contatti tra i detenuti e i loro cari, contribuendo al senso di isolamento e di separazione dalla società di chi vive in carcere. Casa Incontro vuole garantire a tutti i detenuti l'opportunità di restare in contatto con i loro familiari e, seppure nelle difficoltà legate alla loro condizione, di coltivare gli affetti in vista del ritorno in libertà. 

    In occasione della nuova apertura, alla casa verrà dato il nome di Don Giovanni Battista Quilici, fondatore della Congregazione delle Figlie del Crocifisso, che nel 1882 entrò come "istruttore gratuito" nella colonia penale di Livorno e si fece promotore di una riforma in senso più umano dell'esecuzione penale che fu poi adottata da varie carceri del Granducato di Toscana. 

    Suor Raffaella, nel presentare l'evento, ha ricordato come questa inaugurazione, a pochi giorni dalla Santa Pasqua, voglia offrirsi alla città e soprattutto alla comunità penitenziaria come segno di speranza. 

  • Un evento di solidarietà promosso da Olimpiadi del Cuore, la onlus di Paolo Brosio.

    Una parte del ricavato della manifestazione sarà devoluto alle famiglie colpite dall'alluvione, al progetto del Villaggio della Carità e al sostegno dei detenuti più poveri.

     

  • Celebra il quarto anno consecutivo di attività il Festival Internazionale di Musica Sacra Sanctae Juliae, progetto a cura dell'Associazione Musica Ritrovata,  appassionatamente voluto e diretto dal mezzosoprano e pianista, nonché ingegnere, Marta Lotti, livornese attiva in campo internazionale e legata profondamente alla sua città e al ricordo di don Lelio Bausani che ne ispirò la creazione. Il Festival è dedicato alla Santa Patrona di Livorno e si svolge nel periodo che prepara i suoi festeggiamenti. L’iniziativa è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Livorno, dalla Diocesi di Livorno, dall'Autorità Portuale di Livorno e dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Giulia.

    In questa IV Edizione spicca un evento straordinario che merita di essere sottolineato: il 5 maggio si terrà un concerto dedicato ai detenuti di Alta Sicurezza del Carcere di Livorno. Verrà eseguito lo “Stabat Mater” di G.B.Pergolesi, con la partecipazione del soprano Maria Luigia Borsi, dell'Ensemble Bacchelli, oltre alla Direttrice Artistica del Festival Marta Lotti e al Direttore Musicale E. Lippi. Saranno presenti l'Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Livorno, Dott. Francesco Belais, che ha sostenuto con entusiasmo l'idea fin dal principio, la Dirigente Prof.ssa S. Costagliola e la Vicepreside Profe.ssa M. C. Cassetti dell'ISS Vespucci-Colombo, oltre ad alcuni studenti dell'Istituto che hanno realizzato insieme al prof. R. Musolino il manifesto del Festival 2018.

    Il Concerto è riservato al reparto di Alta Sicurezza, pertanto l'ingresso non è aperto al pubblico. 

    Dopo il grande successo del primo appuntamento, il 28 aprile, in cui sono stati inaugurati dopo il restauro ed eccezionalmente presentati al pubblico due rarissimi pianoforti: il “Grand Piano” Vincenzo Cresci in Livorno di inizio '800 e un “Grancoda Erard à Paris” del 1850, con musiche di autori livornesi, il Festival Sanctae Juliae prosegue, oltre che con l'evento del 5 maggio “Santa Giulia al Carcere”, con altri appuntamenti, tutti alle ore 21.00:

    • domenica, 6 maggio, con il concerto “La Passione di Cristo” nella Chiesa di Santa Giulia a Livorno;
    • domenica 13 maggio presso la Chiesa di san Ferdinando;
    • sabato 19 maggio in Fortezza Vecchia, Sala Canaviglia.
    È possibile scaricare il libretto dei concerti a questo indirizzo:
     
    il programma:
     
    la locandina
     
    Per ulteriori informazioni:
    Web:www.musicaritrovata.it
    Mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    Social: Facebook.com/festivalsanctaejuliae – Instagram.com/musicaritrovata

     

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