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Copyright 2017 - Caritas Diocesana - Via delle Cataratte, 13, 57122 Livorno, Tel. 0586-884693 - P.IVA. 92089340498

Statuto della Fondazione

STATUTO

1. Costituzione
A seguito del Decreto Vescovile n.1370/05 emesso in data 28/07/2005, secondo i canoni n.114, 155 § 3, 1281, 1303 § 1 e successivi del Diritto Canonico, è costituita la Fondazione diocesana denominata “Caritas Livorno”.
 
2. Sede
La Fondazione Caritas Livorno (in seguito solo “Fondazione”) ha sede in Livorno in via delle Cateratte al n.15
 
3. Oggetto e scopo
 
3.1 - La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue finalità di carità e solidarietà sociale:
 
a) assistenza a persone o famiglie che si trovano in condizioni di bisogno temporaneo o permanente, promuovendone la partecipazione alla società civile e alla comunità ecclesiale;
b) gestione delle opere caritative e dei progetti promossi dall’Ufficio per la Pastorale della Carità o da altri organismi o enti diocesani;
c) contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del Terzo Mondo con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con prestazione di servizi e con aiuti economici;
d) promozione di raccolte di fondi per le finalità sopra elencate;
e) prevenzione e conoscenza delle problematiche sociali e individuazione delle veccie e nuove povertà;
f) realizzazione di studi e ricerche sui bisogni per aiutarne a scoprire le cause, per preparare piani di intervento sia curativo che preventivo e per stimolare l’azione delle istituzioni civili ed un’adeguata legislazione.
 
3.2 - La Fondazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate a meno che non siano ad esse connesse.
 
3.3 - Restano di esclusiva competenza dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Carità le attività sue proprie di indirizzo pastorale, di animazione e promozione della Carità nella comunità ecclesiale e del coordinamento delle opere caritative diocesane.
 
3.4 - La Fondazione persegue gli scopi di cui all’art.3.1 attraverso le proprie risorse patrimoniali e le entrate di cui all’art.6.2.
 
4. Collegamenti istituzionali
 
4.1 - La Fondazione può:
a) promuovere associazioni con o senza personalità giuridica, ONLUS, Società Cooperative aventi scopi analoghi a quelli propri o ad essi funzionali;
b) aderire ad associazioni simili;
c) sottoscrivere convenzioni con Enti pubblici, anche per la gestione dei servizi;
 
d) stipulare contratti di affitto, comodati, ecc. nel rispetto delle norme civili e canoniche;
 
5. Operatori
 
5.1 - La Fondazione agisce attraverso l’opera dei propri organi e dei suoi collaboratori riconosciuti a vario titolo; si avvale dell’apporto di personale dipendente, del clero secolare, dei religiosi, dei diaconi, dei volontari e dei giovani che svolgono servizio civile a favore della collettività mediante il Servizio Civile Nazionale.
 
5.2 - Nel rispetto dei rispettivi ruoli e delle personali caratteristiche, la Fondazione favorisce e valorizza il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli operatori.
 
6. Patrimonio ed entrate
 
6.1 - Il patrimonio della Fondazione è costituito dalla quota parte dell’8 per Mille che il Vescovo diocesano destina all’Ufficio diocesano per la Pastorale della Carità. Tale quota, viene versata annualmente nelle casse della Fondazione da parte dell’Ufficio Amministrativo Diocesano.
 
6.2 - Tale patrimonio potrà essere accresciuto da varie entrate quali:
a) donazioni, eredità e legati accettati ai sensi delle disposizioni previste dal diritto canonico e civile;
b) contributi e offerte della Diocesi, delle parrocchie e di altri enti ecclesiastici o civili;
c) offerte di singole persone, di aziende e società di persone e/o di fatto;
d) introiti provenienti da convezioni appositamente stipulate con enti pubblici e privati per la gestione di servizi alla persona.
 
7. Organi
 
7.1 - Sono organi della Fondazione:
- il Presidente;
- il Vice Presidente;
- il Consiglio della Fondazione;
- i Revisori dei Conti;
- il Direttore.
 
8. Presidente
 
8.1 - Il presidente della Fondazione è nominato dal Vescovo diocesano. Egli è di norma il Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Carità, ma può essere anche un’altra persona ritenuta idonea dal Vescovo diocesano.
 
8.2 - Il Presidente:
a) rappresenta legalmente la Fondazione di fronte a terzi, anche in giudizio;
b) compie tutti gli atti di ordinaria amministrazione, che può delegare in tutto o in parte al Direttore;
c) convoca le riunioni del Consiglio della Fondazione, nei modo e nei tempi stabiliti dal successivo articolo 9;
d) garantisce la puntuale esecuzione delle delibere del Consiglio della Fondazione, dopo aver ottenuto la necessaria autorizzazione dal Vescovo diocesano per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione, in osservanza alle disposizioni contenute nel libro V del Codice di Diritto Canonico;
e) sorveglia il buon andamento amministrativo della Fondazione;
f) verifica l’attuazione dell’atto costitutivo e dello Statuto della Fondazione;
g) redigere una relazione annuale riguardo l’andamento della Fondazione, da presentare al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione;
h) propone il programma annuale dell’attività al Consiglio della Fondazione.
 
8.3 - Per le spese superiori a 20.000 Euro (diecimila), il Presidente deve essere preventivamente autorizzato dal Consiglio della Fondazione.
 
8.4 - Il Presidente cura, con l’aiuto del Direttore, la predisposizione dei bilanci annuali preventivo e consuntivo da sottoporre al Consiglio della Fondazione per l’approvazione.
 
9. Vice Presidente
 
Il Vice Presidente della Fondazione è il Vicario Generale della diocesi o il Vicario Episcopale di riferimento. Egli sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione in caso di assenza o impedimento nell’esercizio delle sue funzioni o nel caso che si renda vacante la carica di Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Carità.
 
10. Consiglio della Fondazione
 
10.1 - Il Consiglio della Fondazione è composto da 5 membri: 3 (tre) membri di diritto e 2 (due) membri nominati dal Vescovo. Essi rimangono in carica 5 (cinque) anni e al termine del mandato possono essere riconfermati senza alcun limite nel numero dei mandati.
 
10.2 – Nel caso che il Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Carità non sia nominato Presidente della Fondazione, egli viene nominato comunque come membro del Consiglio della Fondazione.
 
10.3 - I membri del Consiglio della Fondazione, ad eccezione del Direttore, prestano il loro servizio gratuitamente, salvo il rimborso delle spese correttamente rendicontate, sostenuto per l’assolvimento dei compiti propri loro affidati.
 
10.4 - Il Consiglio della Fondazione è convocato dal Presidente ogni volta che questi lo ritenga opportuno e, comunque, almeno due volte l’anno, ovvero ogni qualvolta gli pervenga una richiesta scritta da parte di almeno due consiglieri.
 
10.5 - La convocazione avviene con lettera o fax o e-mail, spediti all’indirizzo di ciascun consigliere almeno sette giorni prima, contenente le seguenti indicazioni: giorno, luogo, ora della convocazione e argomenti all’ordine del giorno.
 
10.6 - Le delibere del Consiglio della Fondazione sono valide se risultano presenti almeno 4 (quattro) consiglieri e sono approvate a maggioranza. A parità di voto, prevale quello del Presidente.
 
10.7 - Le delibere relative alle responsabilità dei membri degli organi della Fondazione, quelle relative a eventuali modifiche dello Statuto o quelle relative ad attività ed iniziative non comprese in quelle istituzionali, devono essere approvate con almeno 4 (quattro) voti favorevoli.
 
10.8 - Al Consiglio della Fondazione spetta:
a) approvare il programma annuale delle attività proposte dal Presidente;
b) coadiuvare il Presidente nell’assolvimento dei compiti statutari;
c) approvare il bilancio preventivo entro il 30 novembre e quello consuntivo entro il 31 marzo di ogni anno;
d) deliberare, su proposta del Presidente, gli atti di straordinaria amministrazione entro i limiti stabiliti dalle norme canoniche per gli enti ecclesiastici;
e) proporre al Vescovo diocesano, con delibera approvata da almeno 4 (quattro) consiglieri, la rimozione dall’incarico del Presidente, di un membro del Consiglio di Amministrazione o del Revisore dei Conti, qualora siano responsabili dei comportamenti indicati al successivo articolo 13.
 
11. Direttore
 
11.1 - Il Direttore è nominato dal Vescovo diocesano, su proposta del Consiglio della Fondazione.
 
11.2 - Il Direttore svolge, di norma, il suo servizio come dipendente della Fondazione, dalla quale viene assunto con un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
 
11.3 - Il Direttore della Fondazione è di diritto il Vice Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Carità.
 
11.4 - Al Direttore spetta:
a) assistere il Presidente nelle sue funzioni;
b) coadiuvare il Presidente nel predisporre i bilanci preventivi e consuntivi;
c) amministrare le attività istituzionali della Fondazione;
d) compiere gli atti di ordinaria amministrazione a lui delegati dal Presidente, insieme alle funzioni di cui all’articolo 8.2 lettera b).
 
12. Revisore dei Conti
 
12.1 - Il Revisore dei Conti è nominato dal Vescovo diocesano tra le persone dotate di adeguata professionalità e iscritte nel registro dei revisori contabili o nell’albo unico degli esperti contabili.
Il Revisore dei conti dura in carica cinque anni; può essere riconfermato e partecipa alle riunione del Consiglio della Fondazione senza diritto di voto.
 
12.2 - Al Revisore dei Conti spetta:
a) esaminare i bilanci e formulare in apposite relazioni le proprie osservazioni e conclusioni. Egli interviene, di norma come invitato, alle sedute del Consiglio della Fondazione;
b) verificare il rispetto dello Statuto e delle leggi canoniche e civili da parte degli organi della Fondazione.
 
13. Responsabilità dei componenti degli organi
 
13.1 - Qualora il Presidente, il Vice presidente, il Direttore, un membro del Consiglio della Fondazione o il Revisore dei conti si rendano responsabili di uno dei comportamenti indicati al comma seguente, di norma potranno essere rimossi dall’incarico dal Vescovo diocesano, su proposta adottata dal Consiglio della Fondazione con maggioranza di almeno 4 membri.
 
13.2 - In casi particolarmente gravi ed urgenti, il Vescovo diocesano potrà rimuovere qualunque componente degli organi anche indipendentemente dal Consiglio della Fondazione.
 
13.3 - Rilevanti ai fini della responsabilità personale sono:
a) comportamenti sanzionati penalmente;
b) cattiva gestione patrimoniale e amministrativa della Fondazione;
c) conflitto di interessi, propri o familiari, con la Fondazione;
d) reiterata inosservanza delle delibere del Consiglio della Fondazione;
e) mancata convocazione delle due riunioni annuali del Consiglio della Fondazione, o di quelle richieste da almeno due consiglieri, ai sensi dell’art.9.4;
f) comportamenti che danneggino gravemente l’immagine della Fondazione, o contrastino con i principi cristiani che la animano;
g) grave inosservanza delle disposizioni previste dal diritto canonico relative alla corretta gestione dei beni e all’amministrazione degli stessi.
 
14. Bilancio consuntivo e preventivo
 
14.1 - L’esercizio contabile ha in inizio il 1 gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
 
14.2 - Il bilancio consuntivo, accompagnato dalle osservazioni del Revisore, deve essere approvato dal Consiglio della Fondazione entro il 31 marzo e presentato al Vescovo diocesano entro il 30 aprile.
 
14.3 - Il bilancio preventivo, accompagnato dalle osservazioni del Revisore, deve essere approvato dal Consiglio della Fondazione entro il 30 novembre dell’anno precedente e presentato al Vescovo diocesano entro il successivo 15 dicembre.
 
14.4 - Il Presidente comunica al Revisore contabile le bozze di bilancio preventivo e consuntivo con un congruo anticipo sulla data di presentazione al Consiglio della Fondazione, affinché questi possa esprimere le sue osservazioni.
 
15. Avanzi di gestione
 
La Fondazione ha l’obbligo di impiegare gli utili e gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle direttamente connesse.
 
16. Estinzione
 
La Fondazione si estingue per decreto del Vescovo diocesano. Nello stesso decreto il Vescovo designerà l’ente non lucrativo, con fini analoghi di utilità sociale, carità, religione o culto cui devolvere il patrimonio residuo.
 
17. Legge applicabile

Quanto non previsto nel presente Statuto, si fa riferimento alle norme in materia di fondazioni del Codice di Diritto Canonico e del Codice Civile, nonché alle leggi dello Stato.
 

 

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