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Ricordo di Beatrice Tiezzi

Immagine di Beatrice TiezziDopo una lunga malattia è venuta a mancare BEATRICE TIEZZI, vedova Mancaniello, una colonna portante della Caritas livornese, impegnata con la Commissione Carcere.
I funerali si sono tenuti il giorno 17 giugno alle ore 11.00 presso la parrocchia de "La Rosa" in Via Machiavelli, 32.
 
"Cara Beatrice!
Mi piace ricordarti cosi..., quando l'anno scorso ci facesti questa grande sorpresa!
Tornare in Colonia e avere non solo la possibilita' di rientrare in questo grande luogo, per molti di noi magico, ma anche la sorpresa di averti con noi! Grazie Beatrice per averci donato tanto. Anni indimenticabili della mia, anzi della nostra, vita! Anni spensierati... ricordi incancellabili! Ci mancherai, anzi, ci mancherete! E saluta Antonio! Un abbraccio a Michele, Rita e Antonella." (Un'amica.)

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Wally, una grande donna (Enrico Sassano)

Immagine di WallyPuò sembrare una esagerazione, per chi non l’ha conosciuta, ma non è così: moglie, madre, insegnante, impegnata nella chiesa e nella carità è stata una donna di eccellenza in tutte le espressioni della sua vita. Chi l’ha conosciuta, negli ambienti dove ha operato, ha sempre lasciato forti segni positivi. Ho conosciuto Wally tantissimi anni fa. Ero all’ultimo anno delle Superiori e lei, giovanissima laureanda, ebbe un incarico di insegnamento nelle sue materie di laurea, Diritto ed Economia. I pochi anni di differenza di età e l’inesperienza potevano essere una difficoltà, ma la sua spiccata personalità impediva a noi studenti qualsiasi comportamento men che corretto. La sua presenza elegante e sobria, le sue  spiegazioni puntali e precise, i suoi interventi disciplinari, mai banali, incutevano rispetto. Ricordo come una volta, l’unica volta per me, a causa di un mio atteggiamento da lei ritenuto non conforme, mi chiese di uscire dall’aula. Rimasi perplesso perché non mi ero reso conto dell’ambiguità del gesto fatto, poi guardai il mezzo sorriso sul suo viso e mi rassegnai ad uscire (approfittai della pausa per fumare una sigaretta, allora non era peccato).

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Esercizi della Carità (Arianna)

Esercizi della carità. Ammetto che quando me lo sono sentita proporre ho storto un po’ il naso. Esercizi? Ma siamo a scuola? E poi magari alla fine c’è anche il voto! No, no, lasciamo perdere.
Poi, vuoi la capacità di convincimento di chi li aveva già vissuti, vuoi che sotto sotto, a parte il nome che mi lasciava perplessa, l’idea mi attirava, ho deciso di partecipare. E così, in un pomeriggio di dicembre che si era mascherato da pomeriggio di marzo, siamo arrivati a Quercianella.

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La Caritas secondo me (don Roberto Corretti)

(Contributo di don Roberto Corretti composto nel 2005 in occasione della prima stesura della “stroia della Caritas livornese”)

La Caritas diocesana mi ha incontrato per la prima volta a Castiglioncello, dove ero parroco, con Suor Roberta, allora Direttrice, per l’ organizzazione del Campeggio insieme ai disabili. Quell’ incontro e poi l’ organizzazione del Campeggio si doveva al fatto che la pastorale portata avanti in quella località turistica aveva creato nella popolazione, negli Operatori turistici ed in particolare nei proprietari degli Stabilimenti balneari una mentalità di accoglienza e l’ impegno all’ abbattimento delle Barriere architettoniche. Eravamo nell’ era dei pionieri. In molte stazioni climatiche i disabili non venivano accettati. A Livorno, presso la Parrocchia del Rosario, si era formato un gruppo di giovani intorno alla grande Olimpia Sgherri. Si sperimentavano forme di catechesi per i meno dotati intellettualmente per portare tutti ai Sacramenti dell’ iniziazione cristiana. Dopo cena si facevano in vari luoghi riunioni per preparare il Campeggio estivo sotto la guida di Giorgio Locci, che veniva da Pisa con la sua numerosissima famiglia.

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L'esperienza dell'obiezione di coscienza (P. Tony Melloni)

(Contributo di Padre Tony Melloni s.J., responsabile degli obiettori di coscienza della Caritas diocesana, pubblicato dal settimanale diocesano “La Settimana” il 31 ottobre 2004 in occasione dell’abolizione del servizio di leva)

Il Servizio Militare dal 2005 non sarà più obbligatorio,ma non sparirà. Manterrà i militari di carriera e avrà dei militari volontari, maschi e femmine, ben armati e ben pagati. Il Servizio Militare assumerà dunque dei contorni che, per alcuni, significheranno più professionalità, più efficienza, ma per altri vorranno dire più facilità nell.intervenire in guerre «umanitarie» (come ad esempio quelle dell.Afganistan e dell.Iraq), che puzzano di petrolio e di nuovi mercati (oltre che di tanto sangue e tante distruzioni). Come si vede l’obiezione al militare e alle armi rimane una scelta motivata e necessaria, anche se finisce la leva obbligatoria; anzi ancora di più. Finirà anche il Servizio Civile degli Obiettori di Coscienza, un tempo condannati al carcere duro a Peschiera e Gaeta fino al 1972, anno della prima legge sull.Obiezione di Coscienza, e poi tenuti a svolgere un Servizio Civile, sostitutivo/alternativo, gestito all’inizio in modo punitivo dal Ministero della Difesa e poi in modo decisamente migliore dall'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC). 

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