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CASA INCONTRO "DON QUILICI": LA CARITAS PER I DETENUTI

Sarà inaugurata domani, martedì 20 marzo alle 17.30, Casa Incontro "Don Quilici", l'appartamento di via della Maddalena 8 che offre ai detenuti in permesso un luogo accogliente e dignitoso per riunire la famiglia. La cerimonia avrà inizio con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo e proseguirà con la benedizione dei nuovi locali

Nata dalla collaborazione con la Congregazione delle Figlie del Crocifisso, proprietarie dell'immobile, Casa Incontro ha accolto negli ultimi tre anni oltre 100 persone prima di essere chiusa nella seconda metà del 2017 per essere sottoposta a importanti lavori di restauro e rifunzionalizzazione. 

Il progetto che la anima ha come obiettivo quello di sostenere il diritto all'affettività delle persone detenute, con particolare attenzione a quelle meno abbienti che stanno scontando la pena lontano dal luogo di residenza.

Il carcere, per molte famiglie, significa una brusca interruzione della vita affettiva. Questo avviene in particolare per coloro che  provengono da  regioni come la Sicilia, la Campania, la Puglia, la Sardegna o la Calabria e che affollano la sezione di alta sicurezza della casa circondariale "Le Sughere". In occasione dei colloqui o dei permessi, i loro parenti devono affrontare lunghi viaggi e spese importanti a cui, in molti casi, vanno ad aggiungersi i costi per l'affitto di una stanza di albergo. Questa situazione, di fatto, spesso ostacola i contatti tra i detenuti e i loro cari, contribuendo al senso di isolamento e di separazione dalla società di chi vive in carcere. Casa Incontro vuole garantire a tutti i detenuti l'opportunità di restare in contatto con i loro familiari e, seppure nelle difficoltà legate alla loro condizione, di coltivare gli affetti in vista del ritorno in libertà. 

In occasione della nuova apertura, alla casa verrà dato il nome di Don Giovanni Battista Quilici, fondatore della Congregazione delle Figlie del Crocifisso, che nel 1882 entrò come "istruttore gratuito" nella colonia penale di Livorno e si fece promotore di una riforma in senso più umano dell'esecuzione penale che fu poi adottata da varie carceri del Granducato di Toscana. 

Suor Raffaella, nel presentare l'evento, ha ricordato come questa inaugurazione, a pochi giorni dalla Santa Pasqua, voglia offrirsi alla città e soprattutto alla comunità penitenziaria come segno di speranza. 

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