Caritas Livorno
  • Via Giorgio La Pira, 9 - Livorno
  • Segreteria
  • Dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 17:00
  • ☎ 0586 88 46 93
  • mail

Raccolta Alimentare #agricoltorisolidali

Livorno 5 giugno 2020 –Sostenere le famiglie che si trovano in difficoltà: è questa una iniziativa di ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo con Cia-Agricoltori Italiani Livorno, che si inserisce nella più ampia campagna #agricoltorisolidali, nata in questo momento di emergenza sanitaria.
La pandemia dovuta al Covid-19 e la conseguente chiusura delle attività hanno fatto emergere nuove povertà e hanno accentuato le difficoltà per tutti coloro che già vivevano alle soglie della povertà.
Oggi il numero dei nuovi poveri è destinato a crescere a causa dell’aumento della perdita di posti di lavoro e di remunerazioni sempre più basse, con il risultato che si registra uno spaventoso incremento di persone preoccupate perché non sanno a chi chiedere aiuto, non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi, per la prima volta, in difficoltà.
Dinanzi a questa realtà, che non si risolverà automaticamente con l’uscita dalla crisi sanitaria e che rischia di mettere a rischio la coesione sociale, ASeS e Cia hanno voluto essere protagonisti nel tentare di contribuire a risolvere i molti problemi dovuti alla diffusione del Coronavirus, attivandosi per raccogliere beni alimentari da conferire ai meno fortunati.
Per ottenere il risultato desiderato, l’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con le Caritas territoriali, organismi che meglio di altri conoscono le difficoltà, le esigenze e le migliori modalità di sostegno delle rispettive comunità.
“La disponibilità del cibo è un bisogno primario, indispensabile alla ns. sopravvivenza. L’auspicio è che, una volta spente le luci sull’emergenza post Covid, la solidarietà non venga meno, ma rimanga un punto fermo nell’agire e nelle scelte quotidiane”, afferma la presidente di ASeS Cinzia Pagni.
La diffusione dell’emergenza sanitaria, dovuta al Covid-19 e l’allungamento dei tempi di ripartenza, hanno chiamato tutti noi a un rinnovato senso di responsabilità: verso noi stessi, verso gli altri e, nel nostro caso, verso gli impegni presi in Italia e nei paesi dove cooperiamo, per questo ci siamo fatti carico di diverse iniziative a livello nazionale e territoriale e ci siamo impegnati a favore della sicurezza di chi, a vario titolo, lavora nel settore primario”.

“Come CIA Livorno ci siamo impegnati a dare un piccolo, ma credo concreto aiuto agli ultimi, che la pandemia e la crisi economica hanno messo a dura prova, con la consegna di prodotti orticoli freschi del ns. territorio zucchine, melanzane, meloni. Abbiamo accolto l’invito di ASeS a partecipare a questa iniziativa con la Caritas locale – ha commentato Pierpaolo Pasquini presidente della Confederazione livornese – che è tra i principali soggetti capaci di leggere ed affrontare le situazioni che opprimono i più poveri e la vita sociale delle nostre comunità. Pertanto collaborare con loro ci rende orgogliosi.
Siamo consapevoli come settore agricolo – ha proseguito – delle enormi dimensioni della sicurezza alimentare, intesa come disponibilità, accesso e qualità del cibo e riteniamo che ogni essere umano abbia diritto ad una equilibrata alimentazione”.

“Caritas diocesana Livorno ringrazia ASeS e Cia Livorno per questo gesto di cura verso persone e famiglie in difficoltà e per questo atto di fiducia nell’opera della Chiesa locale nel prendersi cura dei più fragili e di chi resta indietro – ha commentato Suor Raffaella Spezio , presidente Fondazione Caritas Livorno Onlus.

In questi difficili mesi ci siamo mossi come se ci fosse stato un terremoto. In circa 2 mesi e mezzo abbiamo preparato nella nostra mensa del Villaggio della Carità oltre 15.000 pasti e 3.440 pacchi alimentari, raggiungendo più di 3.800 persone per complessive 1.160 famiglie per il 50% italiane.
L’emergenza Covid-19 ha reso e sta rendendo ancora più emarginate di quanto già lo siano solitamente, le persone per le quali è difficile la vita quotidiana già in situazioni “normali” e sta interessando anche coloro che senza mai averlo pensato in precedenza nella vita, si trovano comunque costrette a rivolgersi ad organizzazioni caritatevoli per rispondere ai bisogni familiari, ai quali abitualmente erano in grado di rispondere autonomamente. Purtroppo l’emergenza nelle prossime settimane da sanitaria si trasformerà in sociale. Ora una nuova emergenza sono le bollette”.