• Il nostro presidente

  • Siamo In Diversi

  • Mensa

  • Ciclo-officina

  • Falegnameria

  • Internet Point

  • Scuola di Cucito

  • Guardaroba

Copyright 2018 - Caritas Diocesana - Via delle Cataratte, 13, 57122 Livorno, Tel. 0586-884693 - P.IVA. 92089340498

Clicca per aderire e aiutare i bambini di Casa Papa Francesco!

Dona il 5 x 1000 alla Caritas Diocesana di Livorno

Vuoi aiutare? Hai bisogno di aiuto?

CASA INCONTRO "DON QUILICI" HA RIAPERTO LE PORTE ALLA CITTA'

foto di Simone Lanari

 

È stata inaugurata nel pomeriggio di martedì 20 marzo Casa Incontro, la struttura della Caritas di Livorno che offre accoglienza ai detenuti e alle loro famiglie in occasione dei permessi e nei giorni di colloquio. Attiva dal 1995 grazie alla collaborazione con la Congregazione delle Figlie del Crocifisso, proprietarie dell’immobile, la casa è stata sottoposta nella seconda metà del 2017 a importanti lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione. A farsi carico delle opere (per un costo complessivo di 90.000 €) è stata la Fondazione Caritas Livorno, che ha ricevuto un generoso contributo di 10.000 € da parte della onlus Olimpiadi del Cuore di Paolo Brosio, che ieri ha voluto essere presente all’iniziativa.


A presiedere la cerimonia di riapertura- a cui hanno partecipato anche i cappellani del carcere di Gorgona, Livorno e Pisa- delle porte sono stati il Vescovo Simone, la presidente di Caritas suor Raffaella Spiezio e suor Agnese Didu (nella foto al momento del taglio del nastro), madre generale delle Figlie del Crocifisso.


Molte le istituzioni presenti all’iniziativa tra cui la prefetta Anna Maria Manzone, il questore Orazio D’Anna, l’assessora regionale Cristina Grieco, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, il garante comunale dei detenuti Giovanni De Peppo, i rappresentanti dell'UEPE e della casa circondariale di Livorno.


Nel corso della celebrazione eucaristica delle 17.30 presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo Simone ha ricordato l’importanza di “continuare a tessere un’ampia rete di solidarietà, capace di accogliere anche coloro che si sono smarriti e hanno profondamente sbagliato”. Ha quindi ricordato l’episodio, in occasione dei Giubileo dei carcerati, della cresima di un detenuto pluriomicida che, nel corso della sua lunga detenzione, ha incontrato la fede e vissuto una profonda conversione: “Ho riferito questo episodio al Santo Padre. Lui mi ha preso per mano e mi ha detto: ricordati che sarà questo Disma ad aprirti un giorno le porte del Paradiso”.


Suor Raffaella, intervenuta alla fine della messa, ha ricordato come la vocazione di Casa Incontro vada colta nella cornice dell’impegno della Caritas per la promozione di cammini di riconciliazione e speranza per le persone detenute e i loro cari: “Casa Incontro vuole offrire l’opportunità di mantenere e, nei limiti del possibile, coltivare i rapporti affettivi e familiari ai detenuti meno abbienti e a quelli che stanno scontando la pena lontano da casa. La maggior parte delle persone ristrette nella sezione di alta sicurezza del carcere di Livorno proviene da famiglie povere delle regioni meridionali. In occasione dei colloqui o dei permessi i parenti devono affrontare lunghi e costosi viaggi. A questi vanno ad aggiungersi le spese per l’affitto di camere di albergo dove incontrarsi o dove semplicemente pernottare in attesa del colloquio. Noi vogliamo andare incontro a queste persone, offrendo un appoggio sul territorio e un luogo dignitoso in cui i detenuti possano riunire la famiglia. La condanna al carcere troppo spesso comporta, per molte famiglie, una drastica rottura dei legami affettivi. La continuità degli affetti e delle relazioni è invece un elemento chiave in vista del successo di un rientro in società che è l’obiettivo della pena in Italia”. Nel suo intervento, suor Raffaella ha ringraziato più volte Paolo Brosio per il suo contributo e ha sottolineato come Caritas abbia, per il resto, fatto fronte alla maggior parte delle spese con risorse proprie: “Questa è un’opera fortemente voluta”.


Le ha fatto seguito suor Agnese: “Quest’opera nasce nel 1995 per volontà del Vescovo Ablondi e della nostra Congregazione. Il nostro fondatore, Don Quilici, aveva un sogno: dare casa, fare casa. Fare casa con gli orfani, con le prostitute, con i giovani di strada. Fece casa anche all’interno del bagno penale della Fortezza Vecchia. Fare casa non è, però, solo questione di muri, ma anche di cuore ed è per averci messo il cuore che vogliamo ringraziare la Caritas”.


A messa conclusa, si è svolta la cerimonia di taglio del nastro in via della Maddalena 8, sede della struttura. Casa Incontro, nella sua nuova veste, è stata intitolata a Don Giovanni Battista Quilici, fondatore della Congregazione delle Figlie della Crocifisso che, entrato come “istruttore gratuito” nella colonia penale di Livorno nel 1882, si fece promotore di alcune importanti riforme in senso umano dell’esecuzione penale che furono poi adottate da varie carceri del Granducato di Toscana.


“Anche in Casa Incontro- ha detto suor Raffaella presentando i nuovi locali- abbiamo voluto imprimere il timbro della bellezza oltre che della professionalità. Nel progettare e realizzare i nuovi locali abbiamo cercato di offrire alle persone che vi saranno accolte un riflesso della loro dignità”.

 

 

f t g m