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CARITAS PER I BAMBINI

Il 20 novembre del 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò a New York il testo della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e la data viene da allora celebrata ogni anno. Pochi giorni fa, alla vigilia della ricorrenza 2016, Save The Children Italia ha reso noti i contenuti del 7° Atlante dell’infanzia (a rischio) “Bambini Supereroi”, svelando nel nostro paese una situazione molto grave, in molti casi peggiore della media europea. Per l'occasione, la Caritas di Livorno fa un bilancio della situazione livornese nel 2016 ...


In Italia un minore su 3 è a rischio di povertà ed esclusione sociale, un bambino su 20 non possiede alcun gioco. Un minore su 3 non ha mai trascorso una settimana di vacanza con la famiglia e uno su 10 non può permettersi di partecipare alle gite scolastiche né di indossare abiti nuovi. Un bambino su 20 non consuma neanche un pasto proteico in una giornata, uno su 10 vive in case male illuminate e uno su 4 in appartamenti troppo umidi. Quattro famiglie con minori povere su 10 soffrono il freddo durante l’inverno. Il 13% dei bambini italiani non ha uno spazio adeguato dove svolgere i compiti. Il 7% deve rinunciare a festeggiare il compleanno. Numeri imbarazzanti per un paese che detiene la settima economia del mondo.


Sono oltre 1 milione, per l’Istat, i minori che vivono in povertà assoluta.


“La situazione si è aggravata anche a Livorno, i nostri servizi hanno registrato un aumento di pressione significativo negli ultimi anni” commenta Suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas Livorno Onlus.


La tutela dell’infanzia è, da tempo, uno degli impegni più forti della Fondazione Caritas Livorno.


Al 31 ottobre 2016, sono state 286 le famiglie in difficoltà seguite regolarmente dal Centro per la Famiglia, che offre accompagnamento e servizi ai nuclei con minori che versano in condizioni di svantaggio socio-economico-culturale. Sono 580 minori finora coinvolti negli interventi (il 47,8% ha meno di 6 anni, il 52,2% ha un’età tra i 6 i 18 anni). Sono stati 509 gli accessi al servizio di vestiario per le famiglie con minori, 289 gli interventi di fornitura di prodotti per la prima infanzia, 77 i contributi in materiale scolastico, che hanno raggiunto 153 minori. Attraverso l’attività di distribuzione dei prodotti della rete Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) la Caritas di Livorno ha garantito tramite una rete di 24 parrocchie e 11 associazioni aderenti aiuti alimentari per 2330 famiglie e 443 minori con età compresa tra 0 e 5 anni. Superano quota 1200 invece i bambini raggiunti dagli aiuti alimentari distribuiti straordinariamente nel quadro del progetto Pane Quotidiano, che ha interessato 1145 famiglie. A questi numeri, si aggiunge l’attività quotidiana di distribuzione di pacchi con viveri svolta in autonomia dalle varie Caritas parrocchiali.


“Il nostro territorio vive un crisi dura- continua Suor Raffaella-, ma non è solo l’economia ad essere entrata in crisi: è entrato in crisi anche un sistema di valori e di relazioni, e questo ha ripercussioni sulla vita dei minori”. “Livorno ha un tasso di instabilità familiare da record- commenta ancora- e infatti la conflittualità familiare è il problema che più spesso viene portato alla nostra attenzione nel corso dei colloqui, che sono mediamente 60 al mese. C’è poi la questione abusi e maltrattamenti: anche questa è una forma di povertà, una povertà tristissima che in città si fa sentire in modo particolare”.


In risposta a questi bisogni, la Fondazione Caritas Livorno gestisce sul territorio alcuni servizi di tipo residenziale.


La comunità educativa a dimensione familiare Casa Papa Francesco di Quercianella offre ai bambini per cui i servizi sociali hanno disposto l’allontanamento dai genitori un luogo protetto dove crescere ed essere accompagnati nel percorso che li porterà a trovare una nuova famiglia o a tornare nella famiglia di origine. Dal primo gennaio al 31 ottobre 2016 ha ospitato 9 minori (3 con meno di 3 anni e 6 tra i 4 e gli 11 anni), garantendo a ognuno una casa, affetto, spazi e materiali per studiare, sostegno psicoterapeutico e una quotidianità ricca di stimoli e di esperienze educative.


La casa famiglia di Villa Benedetta, a Montenero, che accoglie madri con minori in condizioni di disagio tale da mettere a rischio l’adempimento delle normali funzioni di accudimento e cura dei figli, tra gennaio e il 31 ottobre dell’anno in corso ha coinvolto 7 nuclei madre-figli per un totale di 8 minori (6 tra 0 e 3 anni, 2 con più di 4 anni).


Infine, negli spazi di Sorgenti Donna, la casa di accoglienza per donne con figli senza alcuna compromissione della relazione genitoriale ha accolto nello stesso arco di tempo, 4 nuclei per un totale di 6 minori (5 sotto i 3 anni, 1 con un’età superiore ai 4 anni).


“La disoccupazione e la precarietà abitativa che sono così avvertite in città- conclude suor Raffaella- finiscono per agire in modo distruttivo sulle relazioni affettive, e questo ha effetti molto gravi sulla vita dei bambini. Abbiamo deciso anche di avviare uno sportello dedicato a promuovere il coinvolgimento dei padri nelle dinamiche educative familiari, proprio per favorire la tenuta dei legami. Serve uno sforzo congiunto per la famiglia, subito”.

 

 

 

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