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LA CARITAS DI LIVORNO IN UDIENZA DAL PAPA

Una Piazza San Pietro affollatissima e baciata dal sole ha accolto i pellegrini che, da Livorno, sono partiti alla volta di Roma mercoledì 9 novembre per partecipare all'udienza di Papa Francesco. L'iniziativa ha coinvolto 180 persone: volontari, operatori, ma soprattutto ospiti dei servizi offerti dalla Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali. La partenza a notte fonda, il pullman, il traffico di Roma al mattino, le procedure di accesso in Piazza San Pietro hanno preparato l'emozione di trovarsi a pochi metri da Papa Bergoglio, di sentirne la voce dal vivo prima ancora che l'eco diffusa in tutta la piazza dai microfoni e infine la sorpresa, quando Francesco ha incontrato ai piedi della scalinata Suor Raffaella e i bambini della comunità di che, a Quercianella, porta i suo nome. Il messaggio affidato ai presenti dal Pontefice è stato dedicato all'importanza di visitare i malati e i carcerati e si può leggere al link seguente:

/w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2016/documents/papa-francesco_20161109_udienza-generale.html

A cerimonia conclusa, il Vescovo Monsignor Giusti ha guidato la comitiva in preghiera attraverso la Porta Santa fino alla tomba di Pietro, soffermandosi nella navata centrale per raccontare la storia della Basilica. Il gruppo ha poi raggiunto a piedi il Collegio Apostolico Leoniano dei Padri Vincenziani, in via Pompeo Magno, dove i pellgrini hanno consumato gratuitamente un ottimo pasto servito dai volontari e dagli operatori della Caritas prima di assistere alla messa celebrata dal Vescovo. Il gruppo ha potuto quindi usufruire di un paio d'ore di tempo libero prima di ripartire alla volta di Livorno con in mente le parole del Papa: "Non cadiamo nell’indifferenza, ma diventiamo strumenti della misericordia di Dio. Tutti noi possiamo essere strumenti della misericordia di Dio e questo farà più bene a noi che agli altri perché la misericordia passa attraverso un gesto, una parola, una visita e questa misericordia è un atto per restituire gioia e dignità a chi l’ha perduta".

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