Banner_19 banner_01 banner_02 banner_03 banner_04 banner_05 Banner_06 Banner_07 Banner_08 Banner_09 Banner_10 Banner_11 Banner_12 Banner_13 Banner_14 Banner_15 Banner_16 banner_17
<< > || >>

Il prestito della Speranza

La Conferenza Episcopale, attraverso il Prestito della Speranza, intende fronteggiare l’emergenza sociale nell’attuale contesto di crisi economica. Per questo motivo ha istituito un fondo straordinario di garanzia con 30 milioni di euro, destinato a sostenere l’accesso al microcredito sociale delle famiglie che hanno subìto una significativa riduzione del reddito da lavoro, e l’accesso al microcredito delle persone fisiche, delle società di persone e delle società cooperative che intendono avviare o sviluppare una attività imprenditoriale.
Come ha sottolineato il Cardinale Angelo Bagnasco Presidente della Cei “Il Fondo intende essere un segno e insieme uno strumento di speranza per attraversare la crisi e non soccombere ad essa.”
I destinatari del fondo
Tutte le famiglie in difficoltà o le microimprese da esse promosse sono i potenziali destinatari dell’intervento: i criteri di selezione privilegiano quelle con i figli (in età scolare, compresa l’università) o gravate da malattie o disabilità riconosciute, che abbiano perso o subìto in maniera significativa la riduzione del reddito da lavoro.
Il fondo è istituito d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) che ha proposto a tutte le banche di aderire all’iniziativa. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti. Si affianca, senza sostituirla, all’attività svolta abitualmente dalle Caritas diocesane, da analoghe iniziative promosse dalle diocesi e da Enti Locali. Il nuovo programma prevede interventi di credito sociale e di microcredito alle imprese con importi massimi finanziabili rispettivamente di 6 mila euro e 25 mila euro.
 
Come funziona
La famiglia viene  indirizzata alla Caritas o all’Ufficio diocesano che accerta il possesso dei requisiti e valuta se inoltrare la richiesta a una delle banche aderenti all’Accordo CEI-ABI.
 
La compilazione della domanda
Presso la sede Caritas, gli incaricati del servizio forniranno l’assistenza nella compilazione e nella presentazione della domanda.
 
Principali documenti da presentare
È necessario dimostrare di possedere i requisiti richiesti presentando i seguenti documenti:
certificato di matrimonio;
per i separati: documentazione attestante lo stato di separazione con l’affidamento dei figli;
certificato di stato di famiglia;
compilazione del bilancio familiare in alternativa all’autocertificazione ISEE.
 
Il progetto di reinserimento lavorativo
Il Prestito è finalizzato al reinserimento lavorativo oppure all’avvio di un’attività autonoma. Può essere richiesto un finanziamento per un’attività di formazione, di riqualificazione professionale, sulla base delle attitudini e delle esperienze lavorative. In base alle competenze del richiedente e alle possibilità offerte dal mercato, può essere costruito un percorso di reinserimento lavorativo o di sviluppo di un’attività autonoma.
 
I tempi di erogazione
L’Ufficio diocesano verifica la presenza dei requisiti soggettivi e la sostenibilità della richiesta.
Entro 15 giorni lavorativi inoltra la pratica ad un Istituto di credito convenzionato.
La banca entro 15 giorni valuta il merito del credito e se approvato, entro altri 15 giorni lavorativi eroga il finanziamento.
 
I costi del prestito
Per i finanziamenti alla famiglia (“microcredito sociale”) il tasso annuo effettivo globale  TAEG) applicato non potrà essere superiore al 4,00 per cento. Per i finanziamenti alle imprese, il TAEG applicato non potrà essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) della categoria corrispondente di operazioni, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi della legge 108/1996, decurtato del 30% Il TAEG (tasso annuo effettivo globale) è il tasso che esprime il costo effettivo del prestito; comprende tutti gli oneri da sostenere per utilizzare il credito; include:
il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi;
le spese di istruttoria e apertura della pratica di finanziamento;
le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dalla banca;
le spese per le assicurazioni, imposte dalla banca, intese a garantirle il rimborso totale o parziale del credito;
le spese per l’eventuale tenuta di un conto corrente;
ogni altra spesa contemplata dal contratto.
 
Il tutoraggio
È il servizio di assistenza gratuito della Caritas che accompagna il richiedente durante l’intero svolgersi del Progetto, allo scopo di favorire la ripresa dell’economia domestica e di una maggiore inclusione sociale e finanziaria.
 
Proroga o interruzione
Nel caso del “microcredito sociale”, se permangono le condizioni di necessità, a seguito di nuova valutazione della banca, il contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo stesso importo; se viene meno lo stato di necessità, l’erogazione può essere sospesa.
 
Restituzione
Il finanziamento viene restituito alla banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 5 anni (secondo le modalità concordate con la banca) che decorrono trascorsi 12 mesi dalla concessione (ad es. se la delibera di concessione è datata 1marzo 2011 la restituzione inizierà a partire dal 1 marzo 2012).
 
Lo sportello dedicato a questa iniziativa, su appuntamento, sarà aperto presso gli uffici della fondazione Caritas a Torretta il martedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Fondazione (tel. 0586-884693) oppure contattare il coordinatore del servizio Manlio Germano (cell. 3338738911).